Archivio per settembre 2011

Penne nell’ambra

Come sottolineato da Emiliano Bruner nel suo post ‘Una luce nell’ambra’, questa preziosa resina fossile è uno scrigno biologico che se aperto nel modo giusto può liberare una ricchezza di informazioni sul passato del nostro pianeta. E questo è il caso delle 11 penne recentemente trovate in campioni di ambra raccolti in giacimenti del tardo Cretaceo (circa 80 milioni di anni fa) nel territorio di Grassy Lake in Canada. I campioni descritti in un recente articolo coprono un ampio range morfologico, dalle protopenne di dinosauri non aviari fino a penne di tipo moderno, con resti di pigmentazione e strutture adattative per il nuoto ed il volo. Inoltre, la variazione morfologica che si osserva in questi campioni ricalca fedelmente il modello a 5 stadi proposto da Prum per spiegare il pattern evolutivo delle penne: da strutture caratterizzate da un semplice singolo filamento si passa a penne con filamenti multipli (barbe); nello stadio successivo le strutture si ramificano, arrivando a raggrupparsi attorno a un rachide centrale; successivamente barbe e barbule si agganciano le une alle altre, grazie a piccole strutture a forma di uncino, formando il vessillo della penna. E nello stadio successivo…. Beh a questo punto non ci resta che spiccare il volo!

David Costantini

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Protanguilla palau

Gli zoologi stimano che sulla Terra siano presenti tra i 5 ed i 15 milioni di specie viventi, tra piante e animali. Secondo le stime dello IUCN (International Union for Conservation of Nature), tra i soli vertebrati, sono minacciati circa il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. Le cause di questa drammatica perdita di biodiversità sono principalmente legate alle attività antropiche. Deforestazione, inquinamento e cambiamenti climatici sono tra gli esempi più comuni. Malgrado questa inesorabile continua perdita di vita, nuove specie vengono scoperte proprio dal loro stesso sterminatore. Un recente studio riporta la descrizione di una nuova specie di pesce dall’aspetto di un’anguilla. L’enigmantico animale è stato catturato all’interno di una grotta sottomarina nella Repubblica di Palau, situata a circa 500 Km ad est delle Filippine. L’individuo ritrovato presenta diverse caratteristiche tipiche delle specie viventi dell’ordine Anguilliformes, ma anche alcuni caratteri tipici di fossili cretacici di anguille ed altri assolutamente primitivi rispetto a tutte le anguille conosciute, fossili o viventi che siano. Il dato genetico supporta quello anatomico nel collocare questa nuova specie alla base dell’albero filogenetico delle anguille, con le quali tuttavia non condivide il cammino evolutivo. L’enigmatico pesciolino è stato al momento battezzato con il nome di Protanguilla palau ed inserito nella nuova famiglia Protanguillidae. Ultima curiosità degna di nota è il fatto che l’artefice della scoperta di Protanguilla palau e coautore del lavoro dove la specie viene descritta, risulta ufficialmente tra i classificatori della specie, ma non del genere.

David Costantini

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