Zoologia Biologica e Zoologia Naturalistica

Nel 1955 Umberto D’Ancona, dell’Istituto di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Padova,  presentava il suo discorso presidenziale al XXVII Convegno dell’Unione Zoologica Italiana, a Rieti. Facendo il punto della situazione nazionale riconosceva che i cambiamenti dei paradigmi, l’aumento dell’informazione, e gli sviluppi metodologici stavano creando un divario tra lo studio zoologico naturalistico e quello più specificatamente sperimentale. Il primo si andava perdendo a seguito della frammentazione disciplinare, il secondo acquistava forza sostituendo con prospettive quantitative gli approcci descrittivi della tradizione accademica. Lamentando in quel contesto un probabile eccessivo distacco dal passato naturalistico, e con tutta l’arbitrarietà che riconosceva nel poter distinguere queste due componenti in modo netto e definitivo, ne sottolineava comunque la necessità di integrazione da un lato e di identità e individualità epistemologica dall’altro. La necessità di una sintesi, ma alla luce del valore dell’analisi. Le scienze naturali e quelle biologiche, a fronte di un’ampia regione di sovrapposizione di metodi e vedute, hanno comunque sempre mantenuto una distinzione di fondo, che vede le prime più abili negli approcci olistici alle cause remote dell’evoluzione, le seconde nelle applicazioni di dettaglio alle cause più prossime, organiche. In una attuale situazione di rarefazione culturale delle discipline zoologiche in Italia (soprattutto sul fronte delle risorse specialistiche in rete), questo blog vuole essere un punto di incontro su biologia, zoologia, e evoluzione. Anatomia e morfologia, biochimica e fisiologia, paleontologia e ecologia, genetica e sistematica, il tutto visto e raccontato attraverso le riflessioni degli zoologi con un taglio scientificamente sensato. Una informazione che ricerchi e rispetti la professionalità di chi in questa professione ha investito, e che allo stesso tempo possa fornire una chiave di lettura divulgativa ma scientificamente valida e reale. La zoologia si trova troppo spesso a dedicarsi integralmente ad un ruolo illustrativo di intrattenimento sociale, mentre (almeno in teoria) la sua responsabilità culturale di conoscenza e interpretazione va ben oltre la funzione di adorno iconografico associata al suo utilizzo mediatico. Le risorse in rete sono lo strumento per proporre le alternative, confrontarsi senza troppe interfacce e filtri sociali, e condividere l’informazione, passo necessario per poi trasformarla in conoscenza. Benvenuti in questo nostro tentativo.

Emiliano Bruner

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