Nature vs nurture: evoluzione di questa…dicotomia?

Sembrava cosa fatta: “nature” e’ tutto cio’ che riflette le qualita’ innate dell’individuo’ e impersonifica l’eredita’ biologica, mentre “nurture” sono i fattori esterni, l’ambiente che spiega le differenze fenotipiche tra gli individui. Cosi’ precisa la questione Francis Galton (in “Hereditary Genius”, 1874), indignato per il disuso di questi due termini durante una lettura Shakespeariana (“The Tempest“). Galton apre ufficialmente il dibattito nature vs nurture nel mondo scientifico. Nature e nurture erano due concetti indipendenti che per qualche ragione, dovevano autoescludersi. La necessita’ di prese di posizione acuisce la divisione fra pre-determinismo genetico e post-determinismo ambientale (Ridley, 2003). Particolarmente nell’uomo, molteplici sono stati i tentativi di spiegare comportamenti o qualsivoglia processo biologico come ereditabile o ambiente-dipendente, dal livello di intelligenza all’omosessualita’. Oggi, dopo piu’ di cento anni di dibattito, si comprende che tratti completamente genetici o dovuti all’ambiente sono casi rari. Gli ultimi studi genetici (e non) dimostrano come siano le interrelazioni fra geni e ambiente i veri fattori chiave. I processi ontogenetici e lo sviluppo sembrano essere gli elementi connettori, una cascata di eventi (unidirezionale?) che lega il genotipo con il fenotipo; i geni con la morfologia, la fisiologia ed il comportamento. Quando la conclusione del Genome Project nel 2003 rivela che abbiamo meno geni di quanto ci aspettavamo, e che il nostro genoma e’ piu’ simile a quello di uno scimpanze’ rispetto a quanto predetto, capiamo che non sono i geni di per se’ a contare. Sembra che sia il determinato ordine con cui, durante lo sviluppo, l’ambiente intracellulare, influenzato a sua volta da input esterni, attiva o disattiva particolari patterns genetici, a fare la differenza. Si rinnova l’interesse per l’epigenetica, letteralmente “al di la’ della genetica”, che probabilmente andra’ anche ben al di la’ dall’essere l’ennesimo prodotto di un forzato approccio integrazionista dalla Sintesi Moderna (Gould, 2002), diventando l’eccitante frontiera del XXI secolo.

                                                                                                                                                                                                                 Valeria Marasco

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