Un “pre-apocalittico” 2011?

Poche ore prima di Capodanno nella cittadina di Beebe in Arkansas (USA) cadono dal cielo circa 5000 merli ad ali rosse. Dopo tre giorni altri 500 uccelli fra cui merli ad ali rosse, storni e passeri si riversano morti sulle strade di Labarre, in Louisiana. Tra il 4 ed il 5 Gennaio e’ la volta di una piccola cittadina della Svezia, Falköping, con decine di corvi morti. Il 5 Gennaio in Italia centinaia di tortore senza vita o agonizzanti ricoprivano la strada statale di Faenza; e nello stesso giorno decine di storni piovevano dal cielo in Romania. L’ultimo evento sembra essere quello del week-end scorso, tra l’8 ed il 9 Gennaio, con la scoperta di un centinaio di uccelli morti in California. Sorprendentemente, la moria in massa di uccelli registrata nelle ultime due settimane e’ stata accompagnata dalla morte di migliaia di pesci tamburo in Arkansas, tonnellate di  pesce morto sulle sponde del fiume Chesapeake Bay (USA), coste del Sud America e Nuova Zelanda; 40.000 granchi sulle spiagge inglesi nel Kent. Ad eccezione degli storni in Romania, la cui morte e’ stato attribuita ad una vera e propria “ubriacatura” dovuta all’ingestione di residui d’uva dal processo di vinificazione, le cause di questi straordinari decessi sono ancora da accertare. Le ipotesi, tuttavia, sono tante e spaziano dai fuochi d’artificio di Capodanno per i merli ad ali rosse in Arkansas, ai cambiamenti del campo magnetico terrestre, al freddo estremo e grandinate in alta quota; e non mancano riferimenti all’Apocalisse e l’imminente fine del mondo del 2012. Al di la’ delle basi scientifiche su cui si fondano le varie ipotesi/speculazioni, forse sarebbe meglio fare un passo indietro e chiedersi se questi fenomeni siano realmente connessi l’uno all’altro. Non conoscendo la risposta, si rafforza l’importanza di un approccio sistemico, caso per caso. Meglio attendere le analisi delle autopsie, prima di inneggiare alla fine del mondo o un’ incombente estinzione di massa!

Valeria Marasco

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