Acquistare per conservare

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Science lancia nuovamente l’allarme sullo stato di conservazione di molte specie di vertebrati. Sostanzialmente niente di nuovo, ma solo una triste conferma del declino irreversibile delle popolazioni animali sul nostro pianeta. Mentre molti scienziati spendono il loro tempo nel tentare di predire gli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, processi ben più importanti nel breve periodo, quali distruzione dell’habitat ed inquinamento, procedono inesorabili determinando l’estinzione di molte specie animali e vegetali. Certamente un approccio scientifico alle problematiche legate alla conservazione è importante. Tuttavia, data la velocità con la quale Homo sapiens sta modificando il pianeta, un modo più rapido sembra essere mettere mano al portafogli ed acquistare più territorio possibile. In Sud America, ad esempio, vengono costituite fondazioni per reperire fondi da destinare all’acquisto di foresta amazzonica. Speculazione edilizia, necessità di terreni da destinare a pascolo o coltivazioni rappresentano una minaccia continua per la sopravvivenza della foresta, come ben evidenziato nella foto allegata. Data la velocità con la quale la mano distruttrice dell’uomo procede, meglio acquistare e ‘recintare’ piuttosto che spendere anni di ricerca per capire quali aree dovrebbero avere teoricamente maggior valore di conservazione. Successivamente i terreni acquistati divengono riserve private nelle quali è possibile svolgere vari tipi di attività: dall’ecoturismo alla divulgazione naturalistica fino a studi scientifici. La divulgazione ambientale e la sensibilizzazione delle giovani generazioni hanno un ruolo di notevole rilievo per la conservazione della foresta equatoriale. La scorsa estate siamo stati in Brasile e abbiamo soggiornato in foresta presso i lodge della fondazione “Cristalino” dove i membri dell’equipe raccontavano che i giovani locali non hanno alcuna conoscenza della foresta, nonostante spesso disti dalle loro case solo pochi chilometri. Sebbene la costituzione di queste riserve private possa far storcere il naso a molti puristi e ben pensanti, sembra essere al momento un modo efficiente nel breve periodo per sottrarre un pò di biodiversità dall’azione di ruspe e motoseghe.

 

David Costantini & Livia Carello

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