Palaeontologia Florentina

La museologia è una corsa contro il tempo: conservare informazione prima che sparisca. E l’entropia ha quella pazienza rilassata tipica di chi ha tanto tempo e non ha fretta … Ma aspettando di essere battuti, si fa del nostro meglio. Esce questo mese una nuova pubblicazione dell’Università di Firenze, sul Museo di Storia Naturale e sulle sue collezioni paleontologiche e geologiche. Due secoli e passa di raccolte, raccontate nella loro componente storica e scientifica. Ci racconta qualcosa su questo volume Lorenzo Rook, che ne è stato uno dei curatori.

Da dove nasce l’idea (e la necessità) di questo volume sulle collezioni paleontologiche?

Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, fondato nel 1775 dal Granduca Pietro Leopoldo, è uno dei più antichi musei scientifici del mondo. Il volume sulle Collezioni della Sezione di Geologia e Paleontologia è il terzo contributo ad una serie che il Museo di Storia Naturale con Firenze University Press dedica alle sei Sezioni del Museo. La sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze è oggi una solida realtà non solo per la ricerca, ma anche e soprattutto come mezzo di diffusione delle conoscenze scientifiche. Nella società di oggi, sebbene sempre più dipendente dalla tecnologia e dalla scienza, in cui tuttavia è evidente un calo nelle giovani generazioni alla propensione per la formazione scientifica, il Museo acquista sempre più una funzione di promozione nei confronti della cultura scientifica e stimolo per risvegliare curiosità ed interesse ai diversi aspetti della scienza, e questo volume ne rappresenta prova tangibile.

Quali sono i punti che richiedono più attenzione nella gestione di queste risorse museali?

Le collezioni di un museo naturalistico nascono come raccolte di esemplari e reperti per il desiderio di conoscenza e/o le esigenze di ricerca del singolo studioso o di un gruppo di ricerca. Da questo primo passo, puramente legato alle aspirazioni di aumento dei saperi, le collezioni naturalistiche acquisiscono un’ulteriore duplice valenza: da una parte la disponibilità per il pubblico e la comunità di accedere a questa ricchezza, dall’altra costituiscono la documentazione del processo sviluppo delle nostre conoscenze e quindi una memoria della storia delle Scienze Naturali. Il caso della sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze in particolare, per le sue origini radicate storicamente nelle collezioni delle curiosità naturalistiche cinque- e seicentesche, ha nelle sue collezioni uno straordinario giacimento di informazioni storico-scientifiche con il valore aggiunto di costituire preziosi beni culturali. Un giacimento che la redazione di questo volume ha contribuito in buona parte a scoprire o riscoprire riunendo in queste pagine non solo la storia e l’importanza delle collezioni geo-paleontologiche, ma anche la memoria di persone, di istituzioni, di idee che hanno contribuito allo sviluppo ed alla storia dei questo museo.

Quali elementi meritano un  interesse particolare nelle collezioni paleontologiche di Firenze, per il loro significato biologico o storico?

Sebbene i reperti più noti del Museo probabilmente sono le faune villafranchiane classiche dei bacini intermontani dell’appennino toscano (primo fra tutti il Valdarno superiore), o le fauna a mammiferi endemici del Miocene terminale della maremma (tra i quali l’ominoide Oreopithecus bambolii), le collezioni geologiche e paleontologiche fiorentine risultano possedere una distesa di reperti e collezioni uniche, risultato di attività di collezionismo e ricerca che si perdono nelle origini delle collezioni dei naturalisti del ‘600. Per questo, la strutturazione del volume è tale per cui nella prima parte viene illustrata in maniera dettagliata e avvincente la storia delle collezioni di questa Sezione, evidenziando il contributo degli studiosi che dal Seicento a oggi si sono adoperati per l’incremento e lo studio delle collezioni di rocce e fossili e il loro significato nello sviluppo del pensiero geo-paleontologico moderno. La seconda parte descrive e documenta  le collezioni, presentandole in ordine geo-cronologico, suddivise in Collezioni di Invertebrati, Vertebrati, Paleobotaniche e Geologiche. Nell’ultima parte infine sono illustrate le più importanti attività e i progetti di ricerca basati su questo immenso patrimonio culturale, portati avanti dai paleontologi dell’Ateneo fiorentino. La chiusura del volume è infine lasciata ad una deliziosa “postfazione” di Niles Eldredge.

Il volume verrà presentato nel Museo di Storia Naturale di Firenze mercoledì 2 febbraio alle ore 15:00 (Sala Strozzi, via Giorgio la Pira 4).

Emiliano Bruner

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