Penne nell’ambra

Come sottolineato da Emiliano Bruner nel suo post ‘Una luce nell’ambra’, questa preziosa resina fossile è uno scrigno biologico che se aperto nel modo giusto può liberare una ricchezza di informazioni sul passato del nostro pianeta. E questo è il caso delle 11 penne recentemente trovate in campioni di ambra raccolti in giacimenti del tardo Cretaceo (circa 80 milioni di anni fa) nel territorio di Grassy Lake in Canada. I campioni descritti in un recente articolo coprono un ampio range morfologico, dalle protopenne di dinosauri non aviari fino a penne di tipo moderno, con resti di pigmentazione e strutture adattative per il nuoto ed il volo. Inoltre, la variazione morfologica che si osserva in questi campioni ricalca fedelmente il modello a 5 stadi proposto da Prum per spiegare il pattern evolutivo delle penne: da strutture caratterizzate da un semplice singolo filamento si passa a penne con filamenti multipli (barbe); nello stadio successivo le strutture si ramificano, arrivando a raggrupparsi attorno a un rachide centrale; successivamente barbe e barbule si agganciano le une alle altre, grazie a piccole strutture a forma di uncino, formando il vessillo della penna. E nello stadio successivo…. Beh a questo punto non ci resta che spiccare il volo!

David Costantini

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