Diario di un disegnatore transumante

In un mondo di realtà virtuali e grafica digitale l’illustrazione scientifica si trova in un momento di ristrutturazione e ricerca di identità. La competizione con gli strumenti (e i costi) delle risorse digitali obbliga il disegnatore naturalistico a esplorare nuove nicchie, ma soprattutto a rinforzare il valore della prospettiva personale. Le immagini digitali possono trasmettere grandi quantità di informazioni, ma nel contesto scientifico il disegno, a parte il suo immenso valore artistico, ha ancora un ruolo autonomo e irrinunciabile quando quello che si vuole trasmettere non è una informazione ma un messaggio. Il disegnatore interpreta, orientando e selezionando l’attenzione, e creando quella particolare combinazione di elementi che comunicano una prospettiva, un ragionamento. Eduardo Saiz è uno dei migliori disegnatori naturalistici spagnoli,  quarant’anni di carriera, laureato nel 1980 in biologia a Barcellona, narratore dell’uomo e del suo ambiente, dalla paleontologia ai cammini della transumanza, e ci racconta della sua professione …

Che tipo di preparazione e esperienza sono necessari per riuscire ad entrare nella prospettiva dell’illustrazione scientifica?

L’illustratore scientifico deve conoscere le tecniche e le strategie del disegnatore, ma anche avere una conoscenza delle discipline con cui dovrà lavorare. Quanto meglio conosce questi due ambiti, tanto migliore sarà il risultato. Si tratta di fondere scienza e arte come bagaglio informativo, per riuscire a esprimere efficientemente una conoscenza. Certamente non è comune avere una formazione accademica in entrambi i settori. In genere il biologo o il naturalista si avvicina all’arte come autodidatta, o l’artista si interessa di temi scientifici. La passione è sempre stata un buon cammino per riuscire a superare qualsiasi ostacolo. Chiaramente l’intuizione e le capacità personali, come in tutti i campi del sapere, sono componenti aggiuntive decisive.

Quali sono i fattori più importanti quando inizi a progettare un disegno?

I dubbi e i timori di solito invadono il disegnatore quando si trova davanti al foglio bianco con le idee che si agitano nella testa, e a volte è meglio affidarsi al metodo. Che vogliamo spiegare? Quali sono gli aspetti principali e quali i secondari? Sono le domande a guidarci lungo il cammino. Sono necessari dettagli precisi per ottenere un sufficiente rigore. La distribuzione dell’immagine nello spazio determinerà la sua efficacia espressiva e la sua eleganza. Bisognerà realizzare bozzetti per catturare tutte quelle idee che vanno e vengono, dar loro forma e fissarle sulla carta. Bisognerà selezionare la tecnica adeguata (graffito, china, colore …). Il colore per esempio non sarà importante per un fossile, ma sarà in cambio una informazione rilevante per un uccello o per un fiore. Bisognerà scegliere una dimensione e un formato idoneo, condizionato dalla complessità dell’illustrazione o dalla sua destinazione. Con questi elementi il progetto si va sviluppando senza maggiori difficoltà, e alla fine i problemi da risolvere riguardano piuttosto i vincoli e le gestioni editoriali o, nel caso dei musei scientifici, le questioni logistiche. Spesso ci sono difficoltà addizionali, come quando l’oggetto o il modello da disegnare influenza il lavoro perché di grandi dimensioni, o perché è un animale vivo che bisognerà osservare nel suo ambiente.

Quali disegnatori naturalistici ci consigli di seguire?

Sono molto conosciute le opere e la grande capacità tecnica di osservazione di Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer, ed è molto utile continuare a seguire i lavori di chi ha aperto il cammino. Io distinguo tra l’ambito dell’illustrazione scientifica più stretta, che descrive minuziosamente la morfologia e spiega le funzioni o il comportamento, e un ambito più artistico, con maggior preoccupazione nel trasmettere sensazioni, sempre senza dimenticare il rigore. Nel primo gruppo meritano considerazione illustratori come per esempio Jordi Corbera, Amadeu Blasco, i fratelli Françesc y Angels Jutglar, Lluís Sanz, o Juan Varela. Tra i disegnatori più artistici invece ho seguito i passi di Robert Bateman, Lars Jonsson, Raúl Martín, David Barker, Chris Bacon, o Fernando Fueyo. Mi piacciono molto le note di campo di Kim Atkinson o David Daly, è un lavoro che considero molto importante per qualsiasi disegnatore.

Consigli per chi si mette in questo cammino?

Il disegno destinato a spiegare la realtà è soprattutto osservazione. Senza una osservazione preliminare e profonda, che ci permetta prima di tutto a noi stessi di acquisire questa conoscenza, non possiamo trasmetterla agli altri. Il buon disegnatore naturalistico deve essere un osservatore innamorato della vita che trascorre intorno a lui, un “voyeur” instancabile impegnato nel capire i fenomeni, catturare le forme, interpretare i fatti. E deve coltivare e sperimentare il suo modo di espressione, accompagnandosi sempre col suo quaderno di note sul campo dove la matita, la penna, o il pennello possano depositare copiosamente le sue osservazioni, e i suoi piccoli esperimenti espressivi. Dimmi come osservi le cose, e ti dirò se poi potrai  spiegarle agli altri.

Emiliano Bruner & Eduardo Saiz

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