Idrogeometria

Le creste delle cisti degli anostraci formano un labirinto lipoproteico sulla superficie della gastrula dormiente. La variabilità delle geometrie non sembra essere troppo strettamente associata alla filogenesi o alla tassonomia, e la loro funzione è ancora ragione di dibattito evolutivo. Una forma di quantificare un campione utilizzando la distribuzione spaziale di strutture irregolari è l’analisi frattale. Le strutture anatomiche non arrivano a quel livello di auto-ripetizione e indipendenza di scala delle strutture geometriche teoriche, ma a volte si presentano sufficientemente modulari da fornirne un’approssimazione. L’analisi frattale diventa uno strumento per poter quantificare questa approssimazione offrendo, almeno all’interno di uno stesso campione, uno strumento comparativo. L’abbiamo applicato agli schemi geometrici delle creste nelle cisti degli anostraci (Chirocephalus ruffoi). La geometria delle creste non sembra essere associata a variazioni delle dimensioni del corpo delle cisti, e presenta inoltre una particolare distribuzione bimodale: ci sono due tipi di cisti nella stessa specie, con uno più frequente dell’altro, e una zona “vuota” della variabilità morfologica. Escludendo il fattore allometrico e la possibile influenza delle dimensioni, rimangono in gara le componenti genetiche e (soprattutto) quelle ambientali. Tra ecologia e fisiologia, tra forma e funzione, l’anatomia di queste strutture si presta a indagini comparative e sperimentali, come modello evolutivo e chissà come risorsa della zoologia applicata alla valutazione ambientale.

Emiliano Bruner

Annunci